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L’Associazione Giuseppe De Santis

 

presenta

 

IL MITO

TRA CINEMA

LETTERATURA

E MUSICA

 

in collaborazione con

 

Scuola Nazionale di Cinema

Cineteca Nazionale

 

con il patrocinio ed il contributo di

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per il Cinema

 Provincia di Latina  

Regione Lazio

 Presidenza del Consiglio

 Comune di Sperlonga

 

Sui luoghi del mito
SPERLONGA 2/4 settembre 2002

 Il lato oscuro del mito
TERRACINA 25 settembre - 3 ottobre 2002

 

Lunedì 2 - ore 21,00 - Cinema Augusto (Sperlonga)

“Ulisse” (1954) di Mario Camerini

con Kirk Douglas e Silvana Mangano

 

Martedì 3 - ore 21,00 - Cinema Augusto (Sperlonga)

“Non c’è pace tra gli ulivi” (1950) di Giuseppe De Santis

con Raf Vallone e Lucia Bosè

(copia restaurata dalla Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale)

 

Mercoledì 4 - ore 21,00 - Cinema Augusto (Sperlonga)

“Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno” (2001) di Laura Betti

documentario su Pier Paolo Pasolini

 

Mercoledì 25 - ore 21,00 - Cinema Teatro Traiano (Terracina)

“Diario di Matilde Manzoni” (2001) di Lino Capolicchio

anteprima nazionale

 

Giovedì 3 ottobre - ore 21,00 - Cinema Teatro Traiano (Terracina)

Passione e morte: Pasolini a Roma

Recital-concerto di Massimo Popolizio e Ambrogio Sparagna

con l’Ensemble Lunatico

anteprima nazionale

«Parafrasando un titolo pasoliniano, a proposito del rapporto “carnale” che il poeta ha avuto con Roma, potremmo parlare di “Una Roma violenta” per la rappresentazione non solo crudamente realistica delle pieghe più oscure ed indecenti della città eterna ma, sotto certi aspetti, anche mitica per il respiro e la luce universalmente tragici che investono i luoghi, i personaggi, le situazioni. Una Roma dove il degrado umano e ambientale (le borgate) assume il colore e l’afrore di una carnalità ora passionale ora brutale, dove l’anelito al riscatto di un’umanità relegata ai confini della storia non significa abdicare alla nudità primordiale e istintivamente indecente, così del corpo come dei sentimenti, per conquistare uno status socialmente e storicamente “decente”. Una Roma insomma osservata e setacciata con gli occhi di uno “straniero” che ne ha subìto la fascinazione e per questo si è lasciato irretire e possedere fino al midollo, non solo
per ragioni ideologiche (l’attenzione al proletariato) o linguistiche (l’attenzione al dialetto), ma anche per l’attrazione verso l’antichità classica».


(dal saggio Pasolini, presenza storica e presente mitico di Giorgio Maulucci, pubblicato nel catalogo della manifestazione)

 

 


 

Massimo Popolizio è nato a Genova nel 1961. Nel 1984 si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica ”Silvio D’Amico” di Roma. Da circa dodici anni collabora con Luca Ronconi, con cui ha recitato in molti spettacoli, tra i quali Strano interludio di O’Neill, L’uomo difficile di von Hofmannsthal, Gli ultimi giorni dell’umanità di Kraus (tutti e tre del 1990), Misura per misura e Re Lear di Shakespeare (rispettivamente 1992 e 1995), Verso “Peer Gynt” da Ibsen (1995), Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda e Ruy Blas di Hugo (1996), Il lutto si addice a Elettra di O’Neill (1997), I fratelli Karamazov di Dostoevskij e Questa sera si recita a soggetto di Pirandello (1998), La vita è sogno (2000) di Calderon de La Barca. Ha collaborato anche con molti altri registi italiani, tra cui Cesare Lievi, Massimo Castri, Walter Pagliaro, Mauro Avogadro e Gianfranco De Bosio.

Tra i premi ricevuti, il Pegaso d’Oro, l’Ubu, il Premio Nazionale della Critica, il Premio “Salvo Randone”, il “Venetium” d’Oro e il Nastro d’Argento per il doppiaggio del film Hamlet diretto e interpretato da Kenneth Branagh. Nel 1999 ha recitato -con Umberto Orsini- in Copenaghen di M. Freyen, per la regia di M. Avogadro e, per il grande schermo, ha doppiato Tom Cruise in Eyes wide shut di Stanley Kubrick. Dal 2000 al 2002, diretto da Luca Ronconi, è stato protagonista in Lolita di V. Nabokov; I due gemelli veneziani di C. Goldoni; Candelaio di G. Bruno; Baccanti di Euripide e Rane di Aristofane.

Nella prossima stagione, oltre alla ripresa della commedia goldoniana e di Copenaghen, sarà protagonista al Piccolo Teatro di Milano di un monologo su Tucidide scritto da Enzo Siciliano, per la regia di Ronconi e del Riccardo III di Sakespeare per la regia di Árpád Schilling.

 

 

Ambrogio Sparagna, figlio di musicisti tradizionali di Maranola, studia e si laurea in Etnomusicologia all’Università di Roma con Diego Carpitella. Nel 1976 dà vita alla prima scuola di musica popolare in Italia, presso il Circolo “Gianni Bosio” di Roma dove fonda nel 1984 la “Bosio Big Band”, l’originale orchestra di organetti con cui mette in scena nel 1988 Trillillì, opera folk che utilizza la favola musicale come espediente narrativo. Nel 1992, su commissione del Festival Mediterraneo-Musica di Ravello, compone l’opera Giofà. Il servo del Re e nel 1993 la cantata Voci all’Aria per RadioTre RAI. Nel 1995 pubblica l’album Invito e compone l’opera La via dei Romei, commissionata da Europe Jazz Network e selezionata dalla RAI per il “Grand Prix Italia”, edizione ‘96. La via dei Romei è anche il titolo di un album che ha visto la partecipazione di Francesco De Gregori. Su commissione del Comune di Recanati ha composto e rappresentato Un canto s’udìa pe li sentieri, opera ispirata alle liriche leopardiane in occasione del Bicentenario dell’artista. Nel 1999 scrive per l’Accademia della Canzone di Sanremo le musiche dello spettacolo Sono tutti più bravi di me e per il Festival “Musicorum tempora” di Villa Adriana, mette in scena l’opera di Pergolesi La serva padrona. Scrive inoltre la favola musicale Il fischio della papera per l’orchestra d’organetti che debutta ad Anversa in occasione delle celebrazioni di Van Dyck e, su commissione del Comune di Ravenna e della Arcidiocesi Ravenna-Cervia, compone Canti Sacri, una messa popolare per soli, coro e orchestra. Il suo ultimo lavoro è l’album  Vorrei ballare. Nell’agosto 2002 è stato protagonista al Foro di Augusto in Roma de I fasti e le tristezze, spettacolo teatral-musicale con melodie ispirate alla campagna romana.