inaugurata a fondi la sede del “museo del neorealismo”

«Poteva essere quasi banale istituire un Museo del Neorealismo in un’altra città. Decidere di farlo a Fondi è una grande scommessa che dobbiamo vincere tutti insieme». Così si è espresso il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo dopo il taglio inaugurale del nastro. E’ accaduto venerdì 11 luglio a Fondi, in un’atmosfera di festa per l’intera città, che ha così reso ulteriore omaggio ad uno dei suoi figli più illustri, il regista Giuseppe De Santis, autore di capolavori della Storia del Cinema come “Riso amaro”, “Non c’è pace tra gli ulivi” e “Roma ore 11”.
Il logo del Museo richiama proprio il film più celebre di De Santis, “Riso amaro”, e l’attrice protagonista, Silvana Mangano, che in seguito a quella interpretazione divenne in tutto il mondo un’icona del nuovo cinema italiano che raccontava con prepotenza e senza infingimenti la realtà del nostro Paese nell’immediato dopoguerra.
All’inaugurazione erano presenti anche il regista Carlo Lizzani, Presidente dell’Associazione Giuseppe De Santis, l’attrice Gordana Miletic De Santis, vedova del regista nativo di Fondi, e l’attore di origini fondane Giulio Scarpati.
I locali della palazzina del centro storico dove ha sede il Museo sono stati recentemente acquisiti dalla Regione Lazio, che li ha affidati in gestione all’Associazione Giuseppe De Santis, la quale – a quasi dieci anni dalla sua costituzione – lì ospiterà a breve la propria sede permanente.
In occasione dell’inaugurazione è stata allestita negli spazi finora resi agibili una mostra fotografica dei film di Giuseppe De Santis riconducibili alla stagione neorealista comprendente foto di scena – alcune delle quali ancora inedite – manifesti di film, brochure, cineromanzi. Sono stati inoltre esposti per la prima volta al pubblico alcuni dei maggiori riconoscimenti internazionali attribuiti al regista di Fondi, come la nomination all’Oscar per il soggetto di “Riso amaro”, il Globo d’oro della stampa estera ad Hollywood per il miglior film a “La strada lunga un anno”, il Leone d’Oro alla carriera conferito a De Santis nel 1995.
In autunno riprenderanno i lavori per la completa ristrutturazione dell’edificio che ospita il primo Museo al mondo del Neorealismo, che sarà aperto al pubblico presumibilmente entro i primi mesi del 2009 e che nell’allestimento permanente ospiterà un percorso didattico multimediale ed iconografico con manifesti e locandine originali, foto di scena, fotoromanzi illustrati di film neorealisti, mezzi tecnici d’epoca (macchine da presa, proiettori, lampade), una videoteca di film del neorealismo con saletta di proiezione ed una biblioteca comprendente soggetti, sceneggiature, pubblicazioni internazionali, interviste e recensioni d’epoca, riviste cinematografiche degli anni ’40 e ’50. A ciò si aggiungeranno servizi di didattica cinematografica per scuole di ogni ordine e grado, supporto scientifico per gli studiosi di cinema ed esposizioni temporanee e rassegne, sia in sede che itineranti, in Italia e all’estero, organizzate di concerto con gli Istituti di Cultura Italiana all’estero, istituzioni museali internazionali, i festival e gli Istituti universitari di tutto il mondo.
In una lettera augurale, il direttore del Museo Nazionale del Cinema Alberto Barbera ha già auspicato «occasioni di collaborazione, con l’auspicio di poter contribuire a fare di questo Museo del Neorealismo la memoria viva e vitale di un movimento che non cesserà mai di essere fonte di ispirazione e di ammirazione incondizionata per tutti gli amanti del cinema».
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